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La felicità è soltanto celata in un angolo del nostro cuore..rimane solo a noi trovarla...


Gocce di pioggia su un vetro già appannato da lacrime..
...è colpa sua...lo sai...tutto questo...
...pallidi raggi di un sole ormai perso tra le nuvole..
....colpa sua...della sua nascita...lo sai lo sai...
Coperte tremanti scoprono a tratti pelle chiara e candida..
...basta ti prego..basta...
Occhi arrossati non hanno il coraggio di essere aperti...
...SMETTILA..
Urla, grida...da un'altra stanza...rumori di piatti rotti...sospiri da labbra consumate...
no..no...
Le coperte vengono gettate a terra con forza, le lacrime asciugate con il dorso della mano.
In fretta una ragazza si veste, si rimette a posto i codini e spalanca la porta della camera. Non fa caso alla scena che le si mostra di fronte, alle persone che come in un macabro quadro si voltano a fissarla, chi con disprezzo, chi con pietà.
Si dirige con passi decisi verso il portone che incontrastato domina la saletta e se lo chiude alle spalle tranquilla all'apparenza, distrutta nell'anima...
...dove stai andando?torna qui!!...
Ma solo lo scrosciare delle gocce sui vetri delle finestre rispondono...

Ansimi...un corpo scosso e tormentato sta raggomitolato sotto un portico mentre la pioggia continua a scendere...le braccia tengono strette le ginocchia al petto, e i capelli di un luminoso biondo miele le scendono lungo la schiena, lungo i tratti del viso quasi a proteggere la sua delicata fragilità. Ma lei non ha bisogno di essere protetta da fattori esterni, bensì da una serie di fenomeni interiori che pian piano le stanno consumando ogni parte del cuore..
Frammenti di lacrime le scendeno lungo le gote arrossate in contrasto con il pallore del volto, singhiozzi leggeri le fuoriescono dalla bocca.
Perchè?Vorrebbe urlare, ma non ne ha la forza...nessuno saprebbe darle una risposta..
Alza il viso verso il cielo che imperterrito continua a lasciare andare sul mondo fitte gocce di pioggia, come lacrime provenienti dagli occhi dorati degli angeli.
A nessuno importa di come si sente..a nessuno...e se anche lei ora è lì, sotto la pioggia che cade, che le muore addosso, nessuno lo sa...nessuno ci pensa anche solo per un attimo. Persone con spaziosi ombrelli le passano di fronte, le lanciano occhiate, addirittura divertite..e lei risponde loro con sguardo gelido, con sguardo sicuro, ma in realtà così debole..
Poi d'un tratto qualcosa nella tasca le sbatte contro la gamba, vibrando. Il suo cellulare si è fatto vivo. Che fossero i suoi genitori che preoccupati la ricercano?che fosse qualche amica che le chiede come sta?
Con furia e in parte emozione lo prende e apre il messaggio che brilla placido sullo schermo. Lo apre tremante e subito una delusione opprimente le trapassa il cuore. Ancora lui...il ragazzo che da circa un mese l'assilla, le scrive messaggi dolci, la fa sentire in colpa quando lei non risponde.
Lui dice di soffrire quando non sa quello che lei sta passando da una vita..odia le persone che pretendono di essere ascoltate quando i loro problemi son del genere più piccolo..lui l'ha vista una misera volta, quasi di sfuggita eppure attraverso le sue parole appare ormai che la sua vita è già segnata, dalla sua esistenza, l'esistenza dell'allegra e semplice Crystal..allegra solo all'apparenza.
Il messaggio è uno dei soliti..uscire con lui...che fare...l'indecisione è forte..dopotutto non le avrebbe fatto male sfuggire un po' ai tormenti quotidiani, scordare per una sera quello che da sempre la opprime...ma vorrebbe anche dire riempire di illusioni un cuore forse sincero, nascondersi come al solito dietro alla solita maschera di malizia e serenità.
Nel suo messaggio mette allora la solita puntina di dubbio..forse...chissà..può darsi...e lui ubbidiente si accontenta..pienamente vivo nelle sue speranze di cristallo puro.
La sera dopo, Crystal ci avrebbe scommesso, lui si sarebbe trovato lì, ad attenderla, anche se lei non avesse dato parole sicure.
Quella notte, la ragazza torna alquanto tardi, la casa è buia e fortunatamente silenziosa, come se durante la sua assenza si fosse sempre trovata così, tranquilla e benefica.
Si butta sul letto vestita, le lacrime ancora le rigano le guance e tormentata si addormenta, mentre i soliti incubi in realtà così veri e quotidiani la inseguono anche nei sogni, mentre fuori le stelle osservano vigili attraverso i vetri della finestra ancora puntinata di gocce di pioggia.

Illuminata dai raggi del sole insistente socchiude le sue iridi di zaffiro. Le nuvole hanno lasciato il posto alla stella mattutina, ma i frammenti di lacrima sul suo viso sono ancora visibili.
Inizia una nuova giornata, ma identica a tutte le altre, gemella degli anni, mesi e giorni passati. Non sa che però qualcosa cambierà involontariamente, senza neppure farlo apposta.
Si distoglie dalle placide lenzuola. La casa è stranamente silenziosa, ma se qualcuno stesse leggermente più attento sentirebbe dei timidi singhiozzi provenire dall'altra camera della casa. E Crystal ormai è attenta ad ogni cosa.
Quando apre la porta che da sulla stanza vi trova sua madre. è pallida più del solito e sta piangendo le stesse lacrime che stanno appese ancora alle sue scure ciglia. Dalla casupola, presto la ragazza scopre, è sparito un grido, ma è rimasta una gravida tristezza, un vuoto che mai potrà essere riempito.
Un'altra estrenuante giornata passa, altre gocce d'anima vengono versate nella solita stanza, con i soliti pensieri, appesantiti dal silenzio. Quando il suo cellulare vibra sul comodino mostrando il solito nome sullo schermo, Crystal prende una decisione e dopo all'incirca un quarto d'ora, con il fiatone dopo una lunga corsa è di fronte alla persona che finora si era nascosto dietro a uno schermo.
- Credevo non saresti venuta..-mormora il ragazzo, poi le sorride.
I due si mettono a camminare per il piccolo paesino scambiandosi qualche occhiata e qualche simpatica parola. Crystal sorride. Non ha enfasi ma si può dire che stare in sua compagnia non la disturba, anzi, quasi la diverte.
Dopo aver girato per tutti i luoghi del posto si fermano in spiaggia sulle sdraio. Le stelle son ben visibili a differenza della serata prima e la luna è più grande del solito, o meglio, più vicina al nostro allegro mondo. La sua faccia è pallida e luminosa, dominante sulle onde quiete del mare.
Alessio, il ragazzo che si trova al suo fianco dall'inizio della serata, la guarda con i suoi occhi colore delle nocciole. Il suo sguardo è attento e sembra voglia studiare la sua anima. Lei gli mostra un leggero sorriso, subito incrinato dalle parole di lui.
- Non c'è bisogno che sorridi se non te la senti..-
Nessuno le ha mai detto una frase del genere.
-Che intendi dire?- le sue iridi impersonano la più pura confusione.
- Non c'è bisogno che porti una maschera..fa solo male tenersi dentro le emozioni..te lo dico per esperienza...prima o poi scoppi..-
Crystal rivolge lo sguardo alla sabbia:- I..io..non ho nulla da nascondere..-il tono tradisce le sue stesse parole.
- Scusa io non voglio sapere nulla..ma preferisco l'assenza di un sorriso che la falsità..-.
Questo la colpisce direttamente nel cuore. Come può quel ragazzo smascherarla in quel modo?
-Mio padre oggi se ne è andato..-le lettere le sfuggono dalle labbra come una gazzella sfugge dal leone, più rivolte a sè stessa che al vento che infuria contro la spiaggia, scompigliando loro i capelli.
- Mi dispiace...-
Ma Crystal non ha finito. Si è fermata solo perchè un singhiozzo le ha trapassato la gola.
- ..e io non so se rimpiangerlo oppure no...-sospira. Le lacrime le rigano a fiotti le guance arrossate, le braccia tengono strette le ginocchia.
- Che vuoi dire?-le chiede lui sperando di non dar fastidio con quelle domande. Ma per Crystal ormai è iniziato lo sfogo, non può fermarsi e le parole le escono a fiotti..inizia a raccontare, di come molti anni fa quando era solo una bambina avesse un fratello, di un anno più piccolo di lei, di come erano in piscina, sul bordo di quell'enorme lago d'acqua, profondo e insidioso per due fanciulli, di come senza motivo, spinta da uno strano istinto l'aveva buttato. La stazza del bimbo era così piccola e quindi il tonfo nell'acqua così leggero che nessuno se ne era accorto e il corpo era rimasto sott'acqua, tentando un poco di ritornare in superficie ma senza riuscirci.
Quando i genitori si erano accorti della scomparsa era troppo tardi. Annegato. E Crystal segnata per sempre. La vita di quella famiglia era rimasta da allora vuota, i litigi sempre più frequenti. Nessuno se l'era presa direttamente con lei, ma le frasi del tipo "è solo colpa sua" c'erano sempre, e i sorrisi rivolti a lei non c'erano mai. Per i suoi era come se fosse morta esattamente come il fratello.
Senza aggiungere una sola parola Crystal viene abbracciata. Non le è mai accaduto da quando ha cinque anni e ritrova così in quell'abbraccio tutto il calore che finora non ha ricevuto. Si sfoga contro la spalla di Alessio, e non smette finchè ogni lacrima fino a quel momento trattenuta non viene versata.
In quella notte cupa nasce finalmente qualcosa. In quella notte buia un'anima rinasce, si libera, riprende lentamente il volo. Si sente capita per la prima volta nella vita e viene salvata prima di scoppiare definitivamente nel momento sbagliato.
In fondo,la felicità è soltanto celata in un angolo del nostro cuore..rimane solo a noi trovarla...e Crystal l'ha trovata nel giro di una sera, una serata speciale che l'ha travolta
involontariamente.

Crystal e Alessio si videro altre volte, una migliore dell'altra. Questa volta la ragazza non portava alcuna maschera e i suoi sorrisi erano uno più sincero dell'altro. Ogni volta chi li osservava li poteva vedere come due semplici e intimi amici, ma questo perchè come al solito la gente rimaneva cieca di fronte a quello che l'anima in realtà faceva trasparire. Ci vollero diversi giorni e diverse serate prima che cambiassero gli eventi. Ma fu meglio così.
Impararono a conoscersi a poco a poco ed ad apprezzare gli evidenti e forti sentimenti che il loro cuore faceva dilagare in tutto il corpo.
Una bella sera delle ultime di agosto si ritrovarono un po' troppo vicini per resistere ancora una volta e da lì nacque la loro storia. Da una serata altrettanto speciale quanto quella di diverse settimane prima, una serata che aveva sconvolto la vita di entrambi di colpo, senza preavviso.
Quella sera, quando Crystal tornò a casa vi trovò una lieta sorpresa. Suo padre era tornato e stava abbracciando forte la donna che gli aveva da sempre fatto battere forte il cuore.
La ragazza avrebbe voluto saltare di gioia, ma tenne da parte l'esaltazione per l'avvenimento dopo. L'uomo le sorrise, a lei, a Crystal, in modo sincero, dopo anni che non lo faceva.
Crystal si ritenne soddisfatta di questo per il resto della propria esistenza.
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(C) ]Angel[

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September 7, 2007
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